Della mia più sfortunata
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Della mia più sfortunata
In amor alma non v’è,
Perché piange tormentata
Per un core senza fé. (Da Capo)
Fu pur fatale, oh Dio!
Quel momento a quest’alma in cui s’accese
A vostri rai, bellissime pupille.
Delle vostre faville
Sperai ch’esser dovesse
Vital l’incendio e amabile l’ardore
Quando di Fille il core
Fiamma eguale per me sentito havesse.
Ma troppo fu diverso
Dal creder mio quel lusinghiero affetto
Sin che dentro al mio petto
Tutti vibrò i suoi dardi e in pace io tolsi
Le catene a soffrir che a me già diede:
Finse costanza e fede,
Ma, oh Dio, che appena vide
Ch’io già piú non potea
Scuoter il duro laccio onde m’avvinse,
Che tutte tosto estinse
L’accese fiamme ond’io,
Che dentro al petto mio
Per adorarvi, o lumi, il cor ho fisso,
Pria morir m’ho prefisso
Che sia per me un momento
In me l’ardor che da voi nacque spento.
Cento cori aver vorrei
Per più amarvi, o luci belle,
Ché un sol core è troppo poco.
E più alme bramerei
Per capir, mie vaghe stelle,
Tutto tutto il vostro foco.
Collocazione
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore