Canta 20.a

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4613
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 67v-­70v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Note

La cantata è la ventunesima della raccolta manoscritta. La denominazione "Canta 20.a" è tratta da c. 70r. Nome dell’autore dal frontespizio dell’intero manoscritto.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Ah fuggi sì mio core
2.1: (aria, Fa maggiore, 3/8)
Da quelle pupillette
3.1: (recitativo, c)
In quel crine in quel labro
4.1: (aria, mi minore, c)
E pur non posso no

Trascrizione del testo poetico

Ah fuggi sì mio core
Quell’aureo crin che l’auretta
Scherzando increspa e scuote,
Fuggi le bianche gote
E il labbro porporino
Di Fillide vezzosa
Sai che bellezza è un fior che sul mattino
Vago risplende e cade poi la sera
Come cade il bel figlio e ancor la rosa.

Da quelle pupillette
Nel rimirarle ognor
Scender mi sento al cor
Un certo non so che che sembra amore.
E da quei dolci sguardi
Quest’alma ha un tal piacer
Che in mezzo al suo goder si fa dolore.

In quel crine, in quel labbro
Vedi, vedi o cor mio
Che amor t’attende al varco
Colli strali e con l’arco
E s’ei ti fa sua preda
Non sperar più godere un dì felice
Che nel regno d’amore
Quel goder che si spera è sol dolore.

E pur non posso no
Non posso non scacciar amor da me.
Come fuggir potrò,
Ch’è troppo dolce e caro
Il sospirar per te.

Collocazione

Biblioteca
I-Vgc — Venezia, Biblioteca della Fondazione "Giorgio Cini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Rolandi
Segnatura
senza segnatura/21

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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