Cantata del Sig.r Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1028
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 173r-178r)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

La cantata apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte.

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
S, Bei prati, freschi rivi
2.1: Largo (aria, Mi♭ maggiore, c)
Morte chiamo
3.1: (recitativo, c)
Che di morte favello
4.1: Lento (aria, 3/4)
Il mio duol infinito

Trascrizione del testo poetico

Bei prati freschi rivi,
Erbe ombre e fiori
Colli giganti e verdeggianti selve
E noi suoi cittadini augelli e belve
Segretari ben fidi ai miei dolori
Deh alla crudel per pietà ridite
Le ferite
Che soffrire mi convien per le nel core
Onde almeno le sia noto il mio dolore.

Morte chiamo e morte
Gridan forte e valle e speco
Morte grida l’eco
E più mite un suon confonde
Ma a che pro se al dolor mio
Duolsi l’eco e morte non risponde
Pur il mar il fonte e il rio
Al mio duol sospiran meco.

Ché di morte favello
Se per farmi morire ad ogni istante
Mi niega il ciel la morte
O sfortunato o disprezzato amante
Rifiuto della morte e della vita
Così vedi schernita
L’immutabil tua fede
E vivi ancora dunque
A far che tu mora
Quando lenta la man sospende i colpi
Forza non ha il tenore
Del tuo acerbo dolore.

Il mio duolo infinito e fatale
Nella morte non trova riposo
E dir posso con vanto odioso
Che il mio duolo m’ha reso immortale.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
34.5.4 (= Cantate 255)/33

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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