N. 30 Amante Muto
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Dorme la rosa
Auretta grata
Non la destate,
L’alba vezzosa
La desterà.
Desta che sia,
O Clori mia,
Voi la portate
Anch’ella è fiore
D’alta beltà.
Dite che in quei begl’ostri
Ravvisi i miei rossori.
Dite che le sue spine
Vive imagini son de miei dolori
Solo in ciò differente
Dalla rosa è il mio stato:
Che la rosa discopre il suo bel foco,
Et io celo l’ardor che m’ha piagato.
Ella si volge al sole e amante ascoso
Il mio bel sol di vagheggiar non oso.
S’io mi volgessi al sol,
Da cui nasce il mio duol,
Sarei superbo.
Non è poco al mio cor
Per sì nobile ardor
Se piaga io serbo.
Oh quante volte, oh quante,
Presso di Clori favellar proposi,
Ma nel mio core amante,
Timidi ritornar gl’accenti ascosi.
Quante volte un sospiro
Mormorò fra le labra
E quasi io giunsi a dir: bella, t’adoro!
Ma corse in quel momento
E fermò la mia voce, il pentimento.
Vanne vanne cortese fior,
All’idol mio parla per me.
Vedrai che un muto fior
Parlerà pria d’amor
Che possa il labro mio
Chieder a lui mercé.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore