II Cantata Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ecco sono pur queste
L’amene piaggie ove di Filli io scorsi
Le prime grazie impriggionarmi il core
Questo è l’argenteo umore
Della fonte gentil ch’esser solea
Specchio sincero a la celeste idea
Riconosco le piante
I fior l’erbe ravviso
Che da l’amabil viso
Traean colore e brio
So solo aimè sol io
Poiché nel sen da lei restai piagato
Non son più quel beato
Felice pastorello
No che non son più quello.
Questo core ma’ invan ti sospira
Libertà caro bene d’un’alma.
Ahi ch’amor ch’a me intorno s’aggira
Della pace mi turba la calma.
Ahi saria troppo dolce
Penar tra lacci e sospirar d’amore
Se con egual ardore
L’adorato mio ben sentisse affanno
Ma troppo oh Dio tiranno
È l’destin che mi sforza
Filli ad amar senza vederla amante
Invan tra queste piante
Spargo pianti e querele invan mi lagno
Che la crudel che questo core uccide
Su le lagrime mie festeggia e ride.
Se fosse men cruda
A tanto martire
Che dolce languire
Che caro penar.
Ma quanto ch’è bella
M’è tanto rubella
E toglie a quest’alma
In sin lo sperar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore