Oh beato quel giorno
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Sulla prima carta: "28 Nov:e 1713"
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Oh beato quel giorno
Che m’accesi di te, sebben la morte
Sarà dell’ardor mio premio e mercede!
Purtroppo alla mia fede
Altro ben non avvanza
Che la sola speranza
Di finir con la morte il mio dolore.
Lusinga del mio ardore
Fu il seren de’ tuoi rai ch’un dí promise
All’aspre pene mie riposo e calma.
Ma già consunta è l’alma
Tra sospiri, tra pianti e tra querele;
Tu, sempre piú crudele,
Sorda ti rendi, e forse godi intanto
Da me lontana al mio continuo pianto.
Ma perché t’amo
Con puro amore,
Nel tuo rigore
Son piú fedel.
Dolce si rende
La pena amara
E mi sei cara,
Benché crudel.
Sí, beato quel giorno,
Che m’accesi per te! Sia pur dolente
Sempre la vita mia qual fu sinora
E mi fulmini ancora,
S’a te piace cosí, l’empio destino,
Ché sarà di mia fé vanto amoroso
Trovar ne’ tuoi rigori il mio riposo.
S’avessi mille cori
Con mille cori
T’adorerei,
Ché troppo degna sei ch’ognun t’adori.
So ben ch’a tanto foco
Un solo cor è poco,
Né basta per capir sí vivi ardori.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore