Tra vivi ’l più infelice
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Sulla prima carta: "20 8bre 1713"
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tra vivi ‘l piú infelice
Son io che morte bramo e non la spero,
Poi ch’in vita mi tiene una crudele
Ingannatrice spene.
Rispetto al mio gran duolo
Gran tempo egl’è che morto esser dovrei,
E forse ch’io sarei meno dolente
Mentr’al sembiante adorno
Potrei girar ad ogn’istante intorno.
Cosí vivo, ma vivo
Confuso e disperato
Poiché Filli è lontana
E, benché cert’io sia
Forse mai piú di rivederla e seco
Favellar qual solea,
Spene crudel mi dice
Che tornerà, ch’i’ parlerò con lei.
Cosí gl’affanni miei,
Bench’estremi e mortali, insino ad hora
Han qualche tregua, e resto vivo ancora.
Il viver senza spene
Peggior è della morte,
Ma se la spene inganna,
E’ troppo rio martir.
Son io pur infelice
Che dalla spene ho vita,
Ma poi dispero aita,
Ché sempre suol mentir.
Deh, che strano rigor del mio destino:
Quando morir desio,
Far che spene prolunghi il viver mio
E, quando lieto sono
Della vita c’ho in sorte,
Indur spene fallace a darmi morte!
Ma s’adorar pur deggio,
O vivendo o morendo,
Fille che sempre fu l’anima mia,
Soffra il mio core e sia
Trofeo del suo soffrire
Il viver e il morire.
Quant’amo vivendo
Due luci serene,
Tant’anche morendo
Per quelle arderò.
In vita ed in morte
Son sempre di Fille
E questa è la sorte
Ch’ognor bramerò.
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