Mio cor che si fa
Pubblicato
Identificazione
ID scheda
728
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Op. 6.7. S.5.7 Persuade il suo core a fuggire amore
Organico
Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo
Descrizione
Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 92-101
Presentazione
Partitura
Filigrana
Non rilevata
Relazioni
Fa parte di
Note
Tit. dall’incipit testuale; nome dell’A. dal front. dell’intera edizione
Descrizione analitica
1.1:
Adagio (aria, sol minore)
Mio cor che si fa
2.1:
Allegro (aria, Sol maggiore, c)
Di goder s'un giorno brami
3.1:
(recitativo, c)
Ah che densa caligine
4.1:
Adagio (aria, Si♭ maggiore, 3/2)
S, Scompagnate dalle spine
5.1:
(c)
Ma mio cor ostinato
6.1:
Adagio (arioso, sol minore, 3)
Se non cangi pensier
Trascrizione del testo poetico
Mio cor che si fa
Che speri ch’attendi
Ancor non comprendi
Tradito schernito
Nel regno d’amore
L’ingiusto rigore
Di vaga beltà.
Di goder s’un giorno brami
Un rimedio solo v’è
Sciogli e laceri i legami
Che fieri severi ti stringono il piè.
Ah che densa caligine che fosca
Nube d’affetti indegni
O core affascinato
Così della ragion t’adombra i lumi
Che non vedi’l periglio.
Scompagnate dalle spine
Già mai spuntano le rose
Tra le gioie stan ascose
Sempre sempre le ruine
Ma mio cor ostinato
Deh qual letargo oh dio t’occupa i sensi?
Io t’addito i perigli e non vi pensi?
Sì sì torna in te stesso
A che nutrir nel sen genio sì basso
Se non cangi pensier tu sei di sasso.
Collocazione
Biblioteca
Segnatura
AA.93/7
Immagini
Tipologia
Tipo documento
Musica a stampa
Musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore
Scheda inferiore