Fugg’amore ogn’un che vuole

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
724
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Esorta a fuggir donne ed amore

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 51-65
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Tit. dall’incipit testuale; nome dell’A. dal front. dell’intera edizione

Descrizione analitica

1.1: (aria, la minore)
Fugg'amore ogn'un che vuole
2.1: (recitativo, c)
O come siete stolti
3.1: (aria cavata, la minore, c)
Amore ha il laccio teso
4.1: (aria, la minore, 6/4)
Se ad uso di dardo
5.1: (recitativo, c)
Odo spesso che dite
6.1: Allegro (aria, mi minore, 3)
Quante volte da tetri vapori
7.1: (c)
Sia pur dunque un cielo
8.1: (aria cavata, la minore, c)
Chi vuol calma e sereno aver nel core

Trascrizione del testo poetico

Fugg’amore ognun che vuole
Mantenersi in libertà
Ch’el fissar gl’occhi nel sole
È un cercar la cecità.
A la neve il sol non nuoce
Se nascosta ella sen sta
Ma s’ella esce all’hor ch’ei cuoce
Tosto poi si liquefà.

O come siete stolti
Giovani che credete
Palpar la serpe e non provarne i morsi
Bevere a lunghi sorsi
Le cicute omicide
Senza che passi ad infettarvi il core
Il mortifero umore.
No, v’ingannate udite:

Amore ha il laccio teso
Chi gli si accosta o inciampa o resta preso.

Se ad uso di dardo
La donna col guardo
Il tenero core
V’impiaga d’amore,
Fuggite sparite
Chi lo stral feritor bacia e adora
Degno è che a quel stral feritor ei mora.
Se tinte di rose
Due guance vezzose
V’instillano al seno
Mortale veleno
Andate volate
Chi beve un tal velen solazza e ride
Ma quel velen poi ch’egli è preso, uccide.

Odo spesso che dite
La bella fronte è un cielo
Gl’occhi son due stelle
Il ciglio arco di pace
Arcobaleno tra due bei scogli
Un mar di latte il seno.
Oh ingannati mortali
O ciechi o sciocchi amanti
Ma s’è così, dite voi stessi dite:

Quante volte da tetri vapori,
Il sereno lassù si turbò
E tra vampe tra lampi e fragori
La saetta dal cielo piombò.
Quante volte dal fondo del mare
Scatenato Aquilone muggì
E tra i gorghi dell’onde più amare
Il nocchiero travolto perì.

Sia pur dunque un cielo
O sia la donna un mare
Chi vuol calma e sereno aver nel core
Fugga le donne e con le donne amore.

Collocazione

Biblioteca
I-Bc — Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della musica (dalla scheda superiore)
Segnatura
AA.93/4

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Grossi, Carlo compositore