Hor che nemica al sol l’ombrosa dea
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Hor che nemica al sol l’ombrosa dea
Di pace amica e di silenzio cinta
D’un tenebroso vel tutta è dipinta,
Tu re de sogni o neghittoso dio
Mentre ch’el mio bel nume
Sopra tenere piume
Ogni cura mortal pon’in oblio
Per placare quel bel che mi ferì
Fatto nunzio d’amor digli così:
Nume caro ma spietato
Vago sì ma troppo ingrato
Apri pur le luci belle
E rimira chi sospira
Per ragion di tua fierezza
Sorgi homai e tua bellezza
Non tener tra l’ozio avvinta
Che già mai vedersi suole
Riposar ozioso il sole.
Apri pur le pupille
E all’infelice amante
Deh mostra il tuo sembrante
Che appariscon più belle
Fra gl’orrori del ciel sempre le stelle.
Deh sorgi sì sì
Non vale beltà
Che ascosa sen stà.
Son solo le fiere
Ritrose ed altiere,
Con l’esser pietose
Più vaghe e vezzose
Voi siete così.
Su mia diva a che tardi
Deh lascia homai sì rigorose forme
Che non gode in amor chi sempre dorme.
Ma Linco l’infelice
Che le pene gettar vedeva al vento
Sfogando i suoi tormenti
Proruppe in tali accenti:
Ah che stolto son io
Se spero di veder l’idolo mio
Che veder mai si suole
Splender in ciel di mezzanotte il sole.
Onde con mesto e doloroso oh dio!
Ti lascio cor mio.
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Tipologia
Musica a stampa
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