Del Tebro antico in su la verde sponda
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
A p. 197 in alto è notato il nome "Bononcini"; a p. 200 tracce di cancellature lungo il corso del secondo rigo (vedi immagini).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Del Tebro antico in su la verde sponda
Là dove l’ombra amante
Di più ramose piante
Riverente s’inchina e bacia l’onda
L’innocente Daliso
Per ischivar del sol l’accesi oltraggi
Qui più volte assiso
Su la scorta de’ faggi
L’isteria di sue pene egl’incendea,
Indi al ciel si volgea
E con penosi accenti
Così spargea le sue querele ai venti:
Non so come a poco a poco
Nel mio core Amor entrò
E scherzando un dì per gioco
Con un dardo d’un bel guardo
Lo ferì, lo saettò.
Un dì l’empio Cupido
D’un aureo dardo in su l’acuta punta
Di Fillide gentil l’imago aperse,
E tutto lieto poi entrò per gl’occhi
E nel mio cor discese,
Onde nel seno entrato
Con l’imagine bella ha il cor piagato.
Lo dissi a questo core,
Non ti fidar d’Amore
Ch’egli t’ingannerà.
Misero cor, non senti
Quei [!] pene e quei [!] tormenti
Incauto egli ti dà?
Né fu satio il tiranno
D’haverlo con inganno
Impiagato così
Che volle al fine
Coi lacci del bel crine
Il nudo arciero
Farlo suo prigioniero.
Hor pena così non merti pietà
O voi pretendere povero cor la libertà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore