Del S.r Nicolò Porpora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Note
Cantata contraddistinta dal "N. 15".
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Celinda oh Dio Celinda
Qual empia man, qual voglia iniqua e rea
Ti tolse agl’occhi miei?
Celinda, e dove sei?
Ninfe e pastor cui lungo il bel Sebeto
Diè fortunato albergo, amica sorte,
Vedeste mai per questa amena piaggia
Ninfa gentil di vaga alta sembianza
Ch’ha negri gl’occhi, i crini biondi el seno
Più del ligustro bianco
Ha vermiglie le guance,
Di perle i denti e di rubin le labra,
Leggiadra in vista e in portamenti onesta,
Coronata di rose in bianca gonna
Più celeste n’appar che mortal donna.
Quella ch’al crin le rose
Al viso porta Amor,
Quella è la pastorella
Che m’ha ferito il cor.
Quella ch’ha sì vezzose
Le guance, il seno ancor,
Quella è Celinda bella
Per cui languisco ogn’or.
Per poggi e valli e per deserte vie,
Per selve erme e selvagge
Già da gran tempo invano
Lasso vò cercand’io
Celinda l’idol mio
E solo a’ pianti, a’ gridi, a’ miei lamenti
Rispondon gl’antri in dolorosi accenti.
Voi dunque amici se di mie sventure
Fia che pietà vi giunga
Dite se in questa riva
Forse condotta avesse amica stella
La mia leggiadra e saggia pastorella.
La speme dirmi ascolto
Si rivedrai quel volto
Che sospirar ti fà,
Io spero e temo.
E intanto più l’ardore
S’accresce cl timore
Né sò che mai sarà
Sò ch’ardo e tremo.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore