N:° 3 Cantata Basso Solo di Ant.° Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Alla fine della cantata nota autografa: "Fine adi 10 Luglio 1730 in Casal Maggiore".
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Giunto al meriggio il sole
Dappertutto i suoi rai caldi spargea;
Ed Aci, e Galatea,
Per rispirar più fresche aure leggere,
S’eran posti a sedere
Sul margine d’un fonte,
Che scorrea limpidetto a piè del monte;
Quando sciolse la bella in tali accenti;
E l’ascoltaro innamorati i venti.
Zefiretti, che lievi spirate,
Deh qui intorno, qui intorno volate
All’amato mio dolce desio.
Ma degli occhi al vivace suo lume
Lungi alquanto battete le piume
Che arderanno com’arde il cor mio.
Così la vaga ninfa,
Cos’il gentil pastore,
Sempre vivendo insieme
Un istesso nudriam candido amore,
Pari nel buon desio e nella speme:
Ma guari non andò, ch’invido fato,
D’accerbi casi armato,
La tanta gioia loro
Converse in un crudele, aspro martoro.
Fra gioia e dolore,
Fra speme e timore,
Mai sempre ne tiene
La sorte infedele.
E mentre che un bene
Ci porge cortese,
Prepara le offese,
Ingrata, crudele.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore