Cantata 14.a
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Del faretrato nume amor tiranno
Chi vidde mai più insidioso inganno
Per far preda dell’alme e tradire
L’incaute pastorelle
Che in questo prato adorno
Colgono i fior senza temer periglio
Cangiar le sue sembianze
In vago e puro giglio
Per esser poi da quelle
Posto nel sen senza mirar il danno
Chi vidde mai più insidioso inganno.
Ninfe belle ch’il sen v’infiorate
Di raccoglier guardate
Quel ch’a voi sembra candido fior.
Sotto spoglie di giglio odoroso
Sta nascoso il tiranno dei cuor.
Sì sì quel giglio ameno
Che con le foglie intatte
Imitando del latte
L’innocente candore
Rapisce a voi gli sguardi e quegli è amore,
Ah per quanto v’è cara
Del vostro cor la pace
Ah no non lo toccate
Anzi volgendo altrove
Col passo ancora i lumi
Nemmen di rimirarlo vi fidate
Che tal veleno ognor quell’empio spira
Che pote avvelenar chiunque il mira.
Per tradir le semplicette
Vezzosette pastorelle
Spesso vedeste il nume alato
D’innocenza il bel candor.
Ma se quelle per diletto
Dentro al sen gli dan ricetto
Tosto sentonsi impiagato
Di mortal ferita il cor.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore