Cantata 14.a

Published

Identification

Record ID
4606
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura (c. 48v-51v)
Music format
Partitura

Watermark

Relations

Notes

La cantata è la quindicesima della raccolta manoscritta. La denominazione "Cantata 14.a" è tratta da c. 48r. Nome dell’autore dal frontespizio dell’intero manoscritto.

Analytical description

1.1: (recitativo, c)
Del faretrato nume amor tiranno
2.1: (aria, sol minore, 3/8)
Ninfe belle ch'il sen v'infiorate
3.1: (recitativo, c)
Sì sì quel giglio ameno
4.1: (aria, la minore, 2/2)
Per tradir le semplicette

Poetical text transcription

Del faretrato nume amor tiranno
Chi vidde mai più insidioso inganno
Per far preda dell’alme e tradire
L’incaute pastorelle
Che in questo prato adorno
Colgono i fior senza temer periglio
Cangiar le sue sembianze
In vago e puro giglio
Per esser poi da quelle
Posto nel sen senza mirar il danno
Chi vidde mai più insidioso inganno.

Ninfe belle ch’il sen v’infiorate
Di raccoglier guardate
Quel ch’a voi sembra candido fior.
Sotto spoglie di giglio odoroso
Sta nascoso il tiranno dei cuor.

Sì sì quel giglio ameno
Che con le foglie intatte
Imitando del latte
L’innocente candore
Rapisce a voi gli sguardi e quegli è amore,
Ah per quanto v’è cara
Del vostro cor la pace
Ah no non lo toccate
Anzi volgendo altrove
Col passo ancora i lumi
Nemmen di rimirarlo vi fidate
Che tal veleno ognor quell’empio spira
Che pote avvelenar chiunque il mira.

Per tradir le semplicette
Vezzosette pastorelle
Spesso vedeste il nume alato
D’innocenza il bel candor.
Ma se quelle per diletto
Dentro al sen gli dan ricetto
Tosto sentonsi impiagato
Di mortal ferita il cor.

Location

Library
I-Vgc — Venezia, Biblioteca della Fondazione "Giorgio Cini" (from parent record)
Collection
Rolandi
Shelfmark
senza segnatura/15

Images

Bibliography

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

Related persons