Melani

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4504
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 120-125v (olim c. 127-132v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, re minore, c)
Non ho sì vile il ciglio
2.1: (aria, re minore, c 3/8)
Se dispiega romito usignolo
2.2: (aria, re minore, c 3/8)
Se palesa gl'impuri martiri
3.1: (recitativo, c)
Già viddi, anime grandi
4.1: (aria, Do maggiore, c)
Ma se m'apre l'amica mia clio
4.2: (aria, Do maggiore, c)
Fosca nube, che incauta presume
5.1: (recitativo, re minore, c)
Io sostengo non lodo

Trascrizione del testo poetico

Non ho sì vile il ciglio,
Che di tetto superbo
Minor si creda al balenar dell’oro.
Vivo in romito esiglio,
Ove bella innocenza è mio tesoro.
Ne altra frode vi miro,
Che del senso ribelle
Qual hor ritorna il contumace affanno
A me stesso infedel servo d’inganno.

Se dispiega romito usignolo
Dolce canto a gl’inviti d’un rio,
Mentre sfoga l’interno suo duolo,
Quell’affanno innocente è un inno a Dio.

Se palesa gl’impuri martiri
Folle amante a un instabile oggetto,
Quei, che sparge dal misero petto,
Son faville d’inferno e non sospiri.

Già viddi, anime grandi,
Che sotto i vostri tetti
Sudano i servi a schiere,
Che mille primavere
Distillate in un vetro. Il verno chiude
Per i vostri piaceri
So, che l’alba il ciel piange,
Che tributario è il Gange,
Che ad ingemmarvi il crin scendan [?] gl’eroi.
Ma so ancor, che fra voi
Lasciva è la bellezza,
È venale l’Amore,
Sono titoli vani
L’innocenza, l’onore.
Vivere in otio vile,
Lacerar l’altrui fama,
Stimar l’altrui virtù
Proprio difetto questo
Di voi, grand’alme, hoggi è l’oggetto.

Ma se m’apre l’amica mia Clio
Il bel varco di vita immortale,
Dell’invidia, a che giova lo strale
Per coprir la mia fama d’oblio.

Fosca nube, che incauta presume
Oscurare del sol gli splendori,
Vede al giro d’instabili orrori,
Che non manca, ma cresce il bel lume.

Io sostengo, non lodo
Di mia debil virtude il pregio humile.
Ma chi mi crede vile,
Sappia, che chi sostiene
D’un invidia crudele
Il morso acerbo, è forte e non superbo.

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp) (dalla scheda superiore)
Segnatura
Sant.Hs.863/17

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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