Cantata Per camera à voce sola Del sig.r Nicolò Porpora

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4385
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Fa maggiore, c)
Lidio, chi d’amor sente il foco, il dardo
2.1: Tempo giusto (aria, sol minore, 3/8)
Non annida nel tuo core
3.1: (recitativo, c)
Dunque Lidio gentile
4.1: Allegro (aria, Fa maggiore, c)
All’or dirò, che m’ami

Trascrizione del testo poetico

Lidio, chi d’Amor sente il foco, il dardo
E ‘l tormentoso laccio,
A ragion teme il giaccio
Crudel di gelosia e nutre il seno
Di quel freddo veleno,
Onde il sangue si gela a tutte l’ore
E par, che manchi ogni momento il core.
Ma se a te mai non punse
D’Amor lo stral, né t’infiammò la face,
A che turbar la pace
Del mio povero cor, che vive in pene,
Condennato a bacciar le sue catene?

Non annida nel tuo core,
Non alberga nel tuo petto
Quel sospetto, quel timore
Di tiranna gelosia.
Io sol provo in questo seno
Nel rigor d’un fiero inganno
Quel affanno e quel martire,
Che tormenta l’alma mia.

Dunque, Lidio gentile,
Se vuoi, che di Cupido
Siegua l’orme incostanti,
Ogni speme del cor posta in oblio
Il farò sì, ma di te stesso a scorno
Forse avveduta un giorno
Lasciando il finto amor dirai col core:
Sempre fu gelosia figlia d’Amore.

All’or dirò, che m’ami,
Quando vedrò costante
Sul pallido sembiante
L’Imago del tuo cor.
E all’or dirò, che senti
Nel gel di gelosia
D’Amor la tirannia
E l’empio suo rigor.

Collocazione

Biblioteca
I-Gl — Genova, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "N. Paganini" (dalla scheda superiore)
Segnatura
A.7.14 (A.1.6)/9

Immagini

Repertori bibliografici

Sutton 1974: n. 56, p. 201

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Porpora, Nicola compositore

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