Aure voi ch’intorno

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2472
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
8 c. ; 205x275 mm
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Tit. dall’incipit testuale (c. 163r); num. delle carte coeva (163r-170v); sopra l’incipit è scritto da mano moderna a matita: "1-D-5j"; attribuita a Carapella nel RISM (v. Rep. bibliografici) e su Internet Culturale; per la data v. scheda 2463; per l’identificazione del copista v. scheda 2469.

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (aria, do minore, c)
S, Aure voi ch’intorno al rio
2.1: (recitativo-arioso, c)
S, Dell’invido Oreto
3.1: (aria, Si♭ maggiore, 3/4)
S, Corre l’onda e corron l’hore
4.1: Adagio (recitativo, c)
S, Filli crudel cagion de’ miei martiri
5.1: (arietta, si minore, 3/2)
S, O bella pietà
6.1: (recitativo, c)
S, E sì breve mercede
7.1: (aria cavata, 3/2)
S, Ti vendono più sorda e più crudele
8.1: (recitativo, c)
S, E per maggior tormento
9.1: (aria cavata, 3/2)
S, Porti nel volto il cielo e mi dai morte
10.1: (aria, do minore, 3/4)
S, Sì mia Filli morirò

Trascrizione del testo poetico

Aure voi ch’intorno al rio
Ascoltate i miei lamenti
Deh, pietose all’idol mio
Raccontate i miei tormenti.

Dell’invido Oreto
Su la fiorita sponda,
Tutto foco nel cor, tutto dolore,
Il bel Aminta piangea et il corso
All’onde turbava col suo pianto
E l’accrescea alle voci dolenti;
Frenò per poco il pianto
E sì le doglie sue sfogò col canto:

Corre l’onda e corron l’hore
Né già mai ferman il piè;
Sempre ferma è sol per me
L’agonia del mio dolore.
Ma della mia pena
Più sempre funesta,
L’atroce tempesta
Già mai si serena.

Filli crudel cagion de’ miei martiri
Odono inteneriti i miei lamenti,
Piangono a’ miei sospiri
Delle vicine selve i sordi tronchi
E le più crude belve e tu pur sorda
Sei spirto di questa vita,
Vita di questo core a pianti miei.

O bella pietà
Tu vedi ch’io moro,
E pure t’adoro
Non più crudeltà.

E sì breve mercede
Tu spietata mi nieghi
E le querele e le lagrime mie,

Ti vendono più sorda e più crudele.

E per maggior tormento
Della mia fiera sorte,

Porti nel volto il cielo e mi dai morte.

Sì mia Filli morirò
Già ch’ingrata vuoi così,
Ma quel bel che mi ferì,
Doppo morte anche amerò.

Collocazione

Biblioteca
I-MC — Montecassino, Biblioteca dell'Abbazia (dalla scheda superiore)
Segnatura
1-D-5a-o/10

Immagini

Repertori bibliografici

Insom 2003: n. 1314

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Nella stessa raccolta