Cantata 4
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Testo messo in musica da Giovanni Bononcini e da Antonio Caldara; per la dedica ad Aurora Sanseverino cfr. la bibliografia
Trascrizione del testo poetico
Misero pastorello
Ardo di sete, e vedo il rio senz’onde
Vo’ cercando alimento
E on so ritrovar che tronchi, e fronde.
Eccomi all’aria al vento
Fuor della mia capanna, e il ciel s’imbruna;
Raggio d’amica luna
Splendor non miro, e già sì densa è l’ombra,
Che abbandonato e lasso
Convien, che aspetti il dì sovra ad un sasso.
Se tarda l’Aurora
A darmi conforto
Qui temo che morto
Trovar mi dovrà.
E forse in rugiade
Sciogliendosi allora,
Non senza pietade
Veder mi potrà.
Consolati cor mio
In Oriente un non so che si desta,
l’aurora, che desio, l’aurora è questa.
Questa è la grande Aurora
Che feconda, che infiora i colli, e i campi,
Dove sparge i suoi lampi
Produce il verno ancor cedri, e viole,
E luminosa è molto più del sole.
Partiti, e fa ritorno
A quelle piaggie in cui
Vivesti un giorno avventuroso tanto,
Non rimaner più accanto
Ad un contrario fato
Che a danni tuoi sempre sciagure aduna,
E vanne a ritrovar la tua Fortuna.
Sì sì vi rivedrò campagne belle
Dove non ebbi mai sorte tiranna
Il giorno pascerò le pecorelle
Ritornerò la sera alla capanna.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo per musica manoscritto
Scheda inferiore