Pene amorose p Lontananza Del Sig.r Aless. Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1962
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Pene amorose per lontananza

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il manoscritto proviene dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, sol minore, c)
Quanti affanni ad un core
2.1: Adagio (aria, do minore, c)
Stando lungi dal bene
3.1: (recitativo-arioso, c)
Intorno a queste sponde
4.1: Adagio (aria, sol minore, c 12/8)
Se a me non vieni

Trascrizione del testo poetico

Quanti affanni ad un core
Può far soffrire amore, io già soffersi.
Ma già mai non aspersi
Con sì gravi tormenti
Di lacrimoso humor gl’occhi dolenti.
Udite, qual martire
Crudo a farmi morire in me s’avanza:
La pena, che m’uccide, è lontananza.

Stando lungi dal bene,
Che brama, chi ben ama,
No, no, viver non può.
E s’io vivo, è rigor della sorte,
Che in braccio alla morte
Vivendo men vò.

Intorno a queste sponde
Spesso ratto in amore il piede io movo
Cercando Clori e Clori mia non trovo.
La chiamo e non risponde.
Ma son pur folle! E come
Da me chiamarsi a nome
Può sentir l’idol mio,
Se non è Clori mia, dove son io?
Deh per pietade, Amore,
Vola al mio bene e dì,
che Tirsi a Clori sua parla così:

Se a me non vieni,
Se a te non torno,
E qual conforto
Il core havrà?
Convien, ch’io peni,
E per te un giorno,
Che Tirsi è morto,
Si sentirà.

Collocazione

Biblioteca
GB-Mp — Manchester, Central Library, Henry Watson Music Library (dalla scheda superiore)
Segnatura
Ms. Q544 Bk51/4

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate