Cantata del Sigre Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
In altre fonti è presente una attribuzione a Scarlatti e a Sarro. Quella a Bononcini qui dichiarata è la meno attendibile (cfr. Bibliografia).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sentite o tronchi [o] sassi
Udite o boschi e selve
Ascoltatemi o belve,
E voi, concavi specchi
Echeggiate ben spesso ai miei sospiri,
E pria che l’alma spiri
E per duol mi consumi
Per pietà mormorate o fonti, o fiumi!
È quella sì la lontananza
Che sospirar mi fa senza ristoro;
Per quella mi tradia la mia speranza,
Né spero poi pietà del mio martoro.
Lungi dal mio tesoro
Per cui provo nel cor tormenti fieri
Sull’ali dei pensieri
Si tenta d’innalzarsi il fido core
Spinto poi dal timore
Or spera ed or dispera,
Or finge di godere ed or s’accora,
In tante pene e fra le pene adora.
Un’altra volta sola
L’oggetto del cor mio
Vorrei vedere almen prima ch’io mora.
Ma se non mi consola
Quel volto che desio
Saprò spirar dal sen l’alma ch’adora.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore