Il Nerone Del Sig.r Stradella

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
12394
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Il Nerone

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 86-105v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, C)
Sopra un'eccelsa torre
2.1: (refrain, Si♭ maggiore, C)
Claudio rida e Roma abbruci
3.1: (recitativo, C)
Ardi Troia latina
4.1: (refrain, Si♭ maggiore, C)
Claudio rida e Roma abbruci
5.1: (recitativo, C)
Voi che in soglio di pace
6.1: (aria, Si♭ maggiore, 3/2)
Chi desia di salde tempre
7.1: (recitativo-arioso, C)
Giove è solo al governo
8.1: (recitativo-arioso, C)
Si si viva Nerone
9.1: (aria, do minore, C)
La mia ragion di stato
10.1: (recitativo-arioso, C)
Vuò tributo di pianti
11.1: (recitativo, C)
Con si barbari accenti
12.1: (aria, Si♭ maggiore, 3/2)
Ma nel banco d'Astrea

Trascrizione del testo poetico

Sopra un’eccelsa torre
Cui le nubi del cielo eran confine
Delle mura latine
L’incendio a rimirar sedea Nerone
E del troiano scempio
Rilegendo l’esempio
Struggea quel cor di pietra
Di sangue sitibondo
La Regina del mondo
A suon di cetra alle fiamme alle strida
Parea Roma l’inferno
Pluto Nerone ed Acheronte il Tebro
Sol di gioia tutt’ebro
Alle lagrime altrui Claudio ridea
E con superbo scherno
Moltiplicando a’ miseri gl’affanni
Queste voci spargea l’empio tiranno.

Claudio rida e Roma abbruci.

Ardi Troia latina
Face dei miei trionfi
Corran superbi e gonfi
A sfidar la marina
Delle fiamme i torrenti
Che in pochi momenti
I colossi i trofei di cento lustri
Cadano a’ cenni miei disfatti et arsi
Che non puote mirarsi
Spettacolo più bello
Da tiranniche luci.

Claudio rida e Roma abbruci.

Voi che in soglio di pace
Adulati sedete
Voi che di volgo altro [altero]
Che di plebe contumace
L’insidie non credete
E per soverchia facilità d’impero
Le corone avvilite;
In catedra di foco
Io leggo tirannia principi udite:

Chi desia di salde tempre
Fabricar l’usbergo ai troni
S’armi d’ira e mai perdoni
Creda poco e finga sempre
Ferri veleni e lacci
Traggono i rei di vita i re d’impacci.

Giove è solo al governo
A lui cede ogni stella
Il suo volere è legge
Punisce e non corregge
E se tal hor favella
Altra lingua non ha che tuoni e lampi

Claudio rida e Roma avvampi.

Sì sì viva Nerone
E per maggior suo vanto
Ogni legge calpesti
Copra di reggio manto
Le rapine e l’incesti
Britannico s’uccida
Ottavia s’avveleni
Il Maestro si sveni
Mora Pompea
Sia da ferri ne squadre
Trucidata la madre
Gema il lazio arda Roma ingombri il tutto
Foco e sangue furor spavento e lutto.

La mia ragion di stato
È la forza è l’inganno
Che s’io nacqui privato
Saprò morir tiranno.

Vuò tributo di pianti
Incenso di sospiri
E chi m’odia rimiri
Pria della notte mia la propria sera

Claudio rida e il mondo pera.

Con sì barbari accenti
Della tragedia sua non ben presaghi
L’empio mostro fremea
Ma nel banco d’Astrea
Debito non si fa che non si paghi.

Collocazione

Biblioteca
F-Pn — Paris, Bibliothèque Nationale de France (dalla scheda superiore)
Segnatura
Rès. Vm7. 639/6

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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