N. 20 Cantata del Sig. Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Arde il mio petto amante
E nasce il foco onde l’avvampa ogn’ora
Dagl’occhi d’un sembiante
Di cui più bello non si vidde ancora,
In fiamme così belle
Tutto lieto il mio core
Benché cinto di piaghe arde d’amore.
E qua giù non si danno
Che possino avventare e faci e dardi,
Luci più care e più vezzosi sguardi.
Mi ferite e siete belle
Adorate pupillette
Che dagl’archi di due stelle
Sono dolci le saette.
Quanto degl’astri è più lucente il sole
Quanto di tutti i fiori
Leggiadra più sorge la rosa tanto
Con luminoso vanto
Più vaga d’ogni ninfa è la mia Clori,
Ma tra le glorie sue
Conviene a chi le mira il dir che tocchi
Più dell’altre bellezze il vanto agl’occhi.
Di quel ciglio ch’il petto m’accende
Un sol guardo può fare ch’io mora
E la grazia ch’in essa risplende
L’alma incanta e di cori innamora.
Lumi, leggiadri lumi
Deh, non turbate mai
Con l’eclissi di sdegno i vostri rai
Che viver non potria
Senza il vostro splendor l’anima mia.
Se splendete ogn’or serene
È contenta la mia fé.
Per dar pace alle mie pene
Io non bramo altra mercé.
Collocazione
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore