[Hor che lungi son io dal mio bel foco]

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
816
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 31v-34r
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Var. A: Aria conclusiva: Portatevi ad Irene

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Hor che lungi son io dal mio bel foco
2.1: Moderato (aria, sol minore, c)
Un tormento così fiero
3.1: (recitativo, c)
Mie luci sventurate
4.1: (aria, la minore, 3/8)
Ite ad Irene

Trascrizione del testo poetico

Hor che lungi son’io dal mio bel foco
Sento più ardor che quando gl’era appresso
Ah mentre a me concesso
Fu l’ardor de begl’occhi aver presente
L’aure soave e spesso
De le dolci parole era il ristoro
A la mia fiamma ardente
Ma poi ch’ella è partita
Il solo ardor non il ristor mi giunge
Che il mal ch’io provo ed il rimedio è lunge.

Un tormento così fiero
Dimmi tu bendato arciero
Quando mai finir dovrà.
Ah! che morte sol m’avanza
Se in sì cruda lontananza
L’alma mia viver non sa.

Mie luci sventurate
Se a veder non giungete
La lontana beltade
Per cui forse piangete
Fate cader le lagrime a torrenti
Su quest’acque correnti
Che almeno andranno a lei
Prima che al mare sia pronto
Il lagrimare ove il vedere è tardo
E giunga il pianto ove non giunga il guardo.

Ite ad Irene
Lagrime amare
Che per pietade
Delle mie pene
Forse verrà

Ditele allora
Che al rimirare
Sue luci amate
Quest’alma ognora
Lieta vivrà.

Collocazione

Biblioteca
I-Baf — Bologna, Archivio-Biblioteca dell'Accademia Filarmonica (dalla scheda superiore)
Fondo
FA1
Segnatura
1417/8

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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