N° 35
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Note
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Nuovo dardo il sen m’impiaga
Nuovo ardor quest’alma accende
E il mio cor più non difende
La sua cara libertà.
Tanto è dolce e tanto è vaga
La cagion de le sue pene
Che fuggir le sue catene
O non vuole o pur non sa.
Povero cor che fai?
Perché incontro ten vai
A quei lacci ch’Amor per te prepara?
Se di perder la cara tua libertà
Nulla ti cale, almeno
Rifletti a quegli affanni
Che già soffristi un tempo
Sotto il rigido imper del nume alato
E se il tranquillo stato
Nulla ti ritien
Cauto il timor ti renda
E dal nuovo periglio ei ti difenda.
Ma tu più non m’ascolta
Infelice mio cor
Già dal mio con un dolce sorriso
Con un tenero sguardo a sé ti trasse
Quella beltà gradita
Che sola può sanar la tua ferita.
Già che più mio non sei
Ama fedel colei che t’ha piagato
Se col tuo amor costante
Di te la rendi amante
Ella può farti sol un dì beato.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore