Cantata del S. Pier Simon Augustin
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Tit. dall’intitolazione; cartulazione moderna; vuota la c. 34v; prima di 2.1, 4.1 e 6.1 è scritto "Aria"; prima di 7.1 "Ricitativo" [sic]; per il copista v. Bibliografia
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Oh Clorinda, Clorinda, e come puoi
Affliger questo petto
Render a un cor fedel merce di doglie
Ah che tosto compresi i sensi tuoi
S’in un picciol momento
Parte fai d’un sol core a cento a cento.
Non so come l’alma mia
Più respiri in questo seno
S’alimento gli è il veleno
D’un’eterna gelosia.
Perch’amor se ferì il core
Non bendò quest’occhi miei
Così scorger non potrei
I miei torti el mio dolore.
Ben conobbi il mio mal ma il fato rio
Che non si stanca mai di tormentarmi
Vuole ch’io segua un vento e un van desio
Schiverò gli tuoi sguardi
M’involerò al tuo aspetto
Che fermezza non regna in quel tuo petto.
Mi parto e men fuggo
E più non mi struggo
Per finta beltà
Non vuol più il mio core
Soffrire il rigore
Dell’infedeltà.
In sì lontano lito
Volgerò il piè che mai di te mi giunga
Novella alcuna e mi sarà gradito
L’andar vagando in solitarie arene
Purché non scorga i torti e le mie pene.
Godi intanto il tuo tesoro
Ch’io non turbo il tuo gioire
Ma l’mio duolo el mio martoro
Non sperar più di schernire.
Di te fors’un più bel sole
Manderà tosto in esiglio
Dal dolente e mesto ciglio
Ogni tenebra di duol.
Rendirai dunque i miei sospiri e insieme
Rendimi l’alma el core
Ch’io vendetta si chieggio non amore
A Dio cruda infedel dolce cor mio
Folle che dissi ohimè crudele a Dio.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore