Per un abito mandato in dono dall’Eccellentissima Signora Donna Isabella Gesualda Principessa di Venosa all’Eccellentiss. Sig. Don Nicolo Ludovisi Principe suo sposo nelle loro felicissime nozze

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Identificazione

ID scheda
7621
Titolo alternativo
Per un abito mandato in dono dall'Eccellentissima Signora Donna Isabella Gesualda Principessa di Venosa all'Eccellentiss. Sig. Don Nicolo Ludovisi Principe suo sposo nelle loro felicissime nozze

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, pp. 197-200

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

LEGGIADRISSIME spoglie;
Ricchi doni e pomposi
Di chi la bella libertà mi toglie;
Interpreti amorosi
Con verace favella
De le voglie, ch’in sen chiude ISABELLA.

Chi da nemica mano
Restò di lingua priva,
Su le tele spiegò suo dolo insano.
Ma la mia bella fia
Amorosa oratrice
Ne’ drappi vostri i suoi pensier ridice.

Pretioso ricamo
Di quelle mani illustri,
Che feritrici del mio cor pur l’amo.
Quanti le suore industri
Ordir stami vitali,
Furon di groppi d’or fila fatali.

In voi contento e pago,
Testimoni d’amore,
A fars’immoto apprende il pensier vago:
Che l’acceso mio core
Entro il vostro lavoro
De la fè d’ISABELLA ammira l’oro.

I tesori del mare
Appò voi prendo a vile
De le mie guerre insegne amate e care:
Ch’amor fabro gentile
Di mie gioie e contenti
Pone sugli ori vostri i fondamenti.

Que’ diluvij dorati
Che la mano ingegnosa
Piove sovra di voi manti beati,
De la speme amorosa
Irrigando il terreno
Fanno adulte le gioie entro il mio seno.

Fra quelle onde d’argento,
Ch’in tortuosi giri
Ondeggiar sovra voi scorgo contento;
Trovano i miei desiri
Con più belle e fresche onde
D’amor nuovo Meandro infra le sponde.

Altri, nocchier novello,
Vanti con man nemiche
A forza tor di Colco aurato il vello;
Che premio a mie fatiche
Amor voi mi propone
Entro più ricco mar fatto Giasone.

Vostri pregiati cinti,
Meraviglie de l’arte
Degne d’amore ai cor son labirinti:
Ma in più secura parte
Quindi tragge il suo sopo
Arianna d’amor Teseo amoroso.

Qui contente son l’alme,
Benché prigion’accolte
Spoglie, de l’amor mio leggiadre palme.
Sol tra vostre rivolte
L’invidia empia e mordace,
Minotauro infelice, estinta giace.

Quanto a voi deggio, o quanto
Vesti care e beate
Pegno di quella fè ch’in pregio ho tanto!
Voi mie gioie additate,
Che de’ miei dolci amori
Son fatidiche lingue i bei colori.

De la stagion ridente
Fasce d’amor gradite,
Un’imagine in voi scorge la mente.
E bel misto m’offrite
De’ colori vivaci
Iride in più bel cielo a le mie paci.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Fondo
Borromini
Segnatura
S. Borr. Q.IV.223/38

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Benigni, Domenico autore del testo per musica

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