Cantata del S.r Fran. Gasparini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Da sete ardente afflitto
Un fonte agl’occhi miei fingo presente
E all’alma mia dolente
Mentre già par, che passi
Refrigerio sì dolce e sì soave,
Cura molesta e grave
Riscuote il mio pensiero,
Onde il cor più s’affanna e si confonde
E sospirando esclama:
Dov’è l’amico rio, dove son l’onde?
Penso al rio, ma penso insieme,
Che deluso dal pensiero
Più s’affanna il mesto core.
E nel sen, ch’acceso geme,
Più s’avanza un duol severo,
Più si fa grave l’ardore.
Amanti, ecco vi svelo,
Qual sia l’ardor, che sento,
E del fonte e del rio il bel ristoro
E il ruscel, che presente
In sì ria lontananza
Mi figura il pensiero, il mio tesoro,
E la sete, ch’avanza
Di Tantalo il martoro,
E il caro, il dolce, il tenero desio
Solo di riveder l’idolo mio.
Hor pensate, qual soffra
Il povero mio cor duolo inumano,
Quando per duolo rio
Crede, che sia vicino, ed è lontano.
Quando non son presente
All’idolo, ch’adoro,
Sento, ch’allor dolente
Il cor mancando và.
E pur fiero destino
Spesso al mio bel tesoro
Non vuol, che sia vicino,
E sospirar mi fa.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore