Si lamenta di dover’amar sempre donna infedele

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6851
Titolo dell'opera
Titolo alternativo
Si lamenta di dover’amar sempre donna infedele

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte seconda, p. 167-169

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

È cosa crudele,
Ch’io sia destinato
Da barbaro fato
Ad amar sempre mai donna infedele
È cosa crudele.

Son per me venute a la fine
Le Diane pure e oneste,
E più trovo Messaline,
Che Penelopi modeste.

Le caste Susanne,
Le fide Arianne,
Ch’ogni penna celebrò,
Per me sono estinte,
E solo dipinte
L’occhio mio le vagheggiò;
E mai non le trovo,
Benché al mondo novo,
Qual Colombo, io rivolga avide vele.
È cosa crudele ecc.

Non si accinge il mio pensiero
Ad amar vaga sembianza,
Che non sia ritratto vero
D’una perfida incostanza.

Le Circi, le Alcine,
Le Flore latine,
Che adorò la prisca età,
Or sono ritorte
Per darmi la morte
Con la loro infedeltà;
E ognuna, che amo io,
Con fiero desio
Festeggia al flebil suon di mie querele.

È cosa crudele,
Ch’io sia destinato
Da barbaro fato
Ad amar sempre mai donna infedele
È cosa crudele.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Segnatura
ARCA VII 24/215

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica

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