Più non giova esser fedel

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6742
Forma musicale
aria

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 73-77
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

In Rossi-Querini Stampalia (cfr. Repertori bibliografici) la composizione è attribuita ad Antonio Cesti, La Dori, II,16. L’aria comunque è presente solo nel libretto Venezia, 1671. Presenti altre 4 fonti della stessa aria di cui una con attribuzione a Pietro Paolo Cappellini.

Descrizione analitica

1.1: (aria, mi minore, 6/8)
S, Più non giova esser fedel
2.1: (mi minore, 3)
S, E' delitto l'esser leal
3.1: (mi minore, 3)
S, A che dunque mostrarmi amor

Trascrizione del testo poetico

Più non giova esser fedel
Se privandome di conforto
Mi vuol morto
La mia crudel.

Nel suo core pietà non regna
Ma v’alberga la ferità
Di catene ogn’hor mi cinge
E mi stringe
Con impietà.

2.
È delitto l’esser leal
La mia bella di me si ride
Se m’uccide
D’amor lo stral.

Il pregar e l’amar disdegna
Né si cura del mio languir
Mi dà morte il mio bel sole
Né gli duole il mio morir.
Dura sorte,
Empie stelle,
Crudo mal,
È delitto esser leal.

3.
A che dunque mostrarmi amor
Poi cavarmi di speme fuora
Poi ch’io mora
Senza ristor.

Quanto più si mostrò pietosa
El mio core signoreggiò
Più tiranna con empia sorte
Alla morte mi condannò.
Che destino,
Che tormento,
Che dolor,
A che dunque mostrarmi amor.

Collocazione

Biblioteca
I-Vqs — Venezia, Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia onlus (dalla scheda superiore)
Segnatura
Ms.1438 (Cl.VIII Cod. XIII)/30

Immagini

Repertori bibliografici

Rossi 1984: N.10.30

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore