Si allude alla Frezza cognome di bella donna

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6624
Titolo alternativo
Si allude alla Frezza cognome di bella donna

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, p. 100-101

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Non è comprovato da elementi del testo se ci si riferisce ad una esponente della famiglia Frezza, nobili della città di Ravello.

Trascrizione del testo poetico

In qual fucina ardente
Temprasti amor quell’adorata Frezza,
Con cui vaga bellezza
Sagittaria vezzosa
Impresse nel mio sen piaga amorosa?
Nell’antro affumicato
De’ Ciclopi sudanti
Il zoppo Nume al nudo arciero alato
Di simil tempra eletta
Giammai non fabricò Frezza sì vaga,
Che nel ferir diletta,
E altrui costringe a idolatrar la piaga.
L’adirato tonante
All’or, che fulminò l’ardite fronti
De’ superbi Titani,
D’accumulati monti
Architetti insolenti e fabri insani,
Di men lucida Frezza
Armò la destra a saettare avvezza.
La faretra gemmata
D’egizio duce, o d’arabo monarca,
Di Frezza sì pregiata,
Com’è quella, ch’am’io, non fu mai carca;
Né Amazone guerriera
Al’arco sposò mai Frezza sì altera.

Ma so ben dove formò
Crudo amor Frezza sì bella,
Con cui l’anime flagella,
E’l mio petto ancor piagò;
A le splendide faville
Di bellissime pupille
Le sue tempie raffinò;
E se in luci sì serene
Febo ognior risplender suole,
Di tal Frezza è fabro il sole;
Onde a me sempre conviene,
Sospirando di dolcezza,
Amar la piaga e adorar la Frezza.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Segnatura
ARCA VII 24/39

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica

Nella stessa raccolta