Cantata con violini di basso del Sig.r Cavalier Alessandro Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6347
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Basso, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 105v-111)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Una cartulazione errata è barrata e sostituita da una a matita; è presente un’antica cartulazione (40-45).

Descrizione analitica

1.1: Adagio (aria, re minore, c)
Tu resti oh mio bel nume
2.1: (recitativo, c)
Or dimmi qual ti sembro
3.1: Lento (aria, re minore, c)
L'istesso è il partire

Trascrizione del testo poetico

Tu resti oh mio bel nume,
Io parto e più funesta
Si rende a me la pena
Allor che tu pretendi
Che la pena maggior sia di chi resta.
Se tu sol sei mio conforto,
Se te solo il cor desia
Qual sollievo aver potrà
Il cor mio lontan da te.
Abbi, oh Dio, di me pietà
Pensa pur che l’alma mia
Sia la nave e tu quel porto
Ove posa ha la mia fé.

Or dimmi qual ti sembro
Di lagrime il bersaglio
Il porto che non cura
L’alte ingiurie dell’onde
O pur la navicella
Che lungi dal suo porto
E dall’aure agitata
D’Eolo non già, ma di sospiri ardenti
Lascia il duo lido alle procelle esposto
Perché non può chi resta
Di vertir la sua pena in vari oggetti,
Forse che la costanza
Ha le leggi dal clima e non dall’alma.
Dimmi, quando di notte
La cruda falce ardita
Piomba sopra lo stame
Che la Parca tessea,
Non si lascia la vita.

L’istesso è il partire,
L’istesso è il morire
Mia speme gradita
Lasciar la sua vita,
Partire da te.
Tu resti e ti lagni
Ma se m’accompagni
Col fido tuo core
Per forza d’amore
Già mai non sai
Lontano da me.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Cantate 261 (=34.5.10)/21

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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