Già di straniero lido
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nome dell’Aut. dall’edizione de La Cetra d’Apollo di Carlo Grossi, Venezia, 1673.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Già di straniero lido
Mi chiama il fato a ricalcar l’arene
Ma pria costante e fido
Sfogo col pianto mio l’amare pene
Mentre qui giro intorno
Pria che notte crudel m’apporti il giorno.
Io mi parto o stelle o sorte
Da te lungi hogi men vo’
Infelice io corro a morte
Senza te viver non so.
Se da te parte il piè
Mia salma senz’alma
Ahi come vivrà?
Sì sì morirà.
Morirò senza’l cor mio
Che rimane entro il tuo seno
Così vuol destino rio
Che partendo io venga meno.
Ah no pur sarò vivo
Che sarà del mio petto
Anima sol l’affetto.
Chi nudre nel core
Il foco d’amore
Morire non può.
La fervida fiamma
Che l’anima infiamma
Non muore no no
Ch’è sempre in ogni loco
D’un amante fedel l’anima el foco.
Vivrò da te lontano,
Ma sarà la mia vita
Per sì dura partita
Un patir inhumano
Ah troppo amica sorte
Al mio grave penar saria la morte.
Ma già spunta il chiaro dì
Troppo, oh dio, fosco per me
Dunque parto o bella sì
Più tardar non posso il piè.
Tu resta mia cara
Tu serba il mio cor
Speranza mia rara
Gradito tesor.
Resta ch’io parto e porto
Nel sen l’imago tua per mio conforto.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore