Cantata del Sig:r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Leandro, anima mia, Ero t’attende.
Da una doppia passione
Agitata è quest’alma e impaziente
Il tuo venir desìa.
Ma di quell’onda via
Teme il periglio ancor che ti sovrasta
Nel trapassare l’Ellesponto a nuoto.
Questo timor troppo il mio cor contrasta,
Non so più che bramare,
Se tu non vieni io moro.
Periglioso è il venire
Resta, vieni, no, mio dubbioso pensier
Ma chi t’intende Leandro,
Leandro, anima mia, Ero t’attende.
Non mi togliete il bene
O voi onde del mar,
Siate propizi, o venti,
A chi porta i contenti,
A me che su l’Arene
L’Alma sto per spirar.
Vieni Leandro, vieni
A consolar chi d’ogni spasso è priva,
Che una nobil Donzella
Diporto altro non ha Che solo amare.
Tu puoi l’ore passare
Tra musici concenti e fra Sirene,
Or nelle valli amene
Di fugace animal seguir la traccia
Or veloce destrier spronare il corso.
Ciò fa men grave il tuo passar dell’ore
Altro a me non rimane
Che a te pensare e il ragionar d’amore.
La speranza dice al core ch’il bel pié
Posto hai nel mar per accoglierti mio ben.
Ecco il braccio, eccoti il sen,
Vuò col foco del mio amore
Le tue membra rasciugar.
Così tra se parlava
Dell’Elesponto al lido
La donzella [di sesto?]
Quando nel mare infido,
Mentr’ella con timor mesta ragiona,
Ei con morte contrasta
E in un fatale istante
Egli perde la vita, Ero l’amante.
Di donna amante il core che teme
Spesso è presago delle sventure.
Quando un’alma non sa perché geme
Lungi all’ora non son le sciagure.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore