Del Sig.r Aless.o Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6170
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 31-50
Presentazione
Partitura

Filigrana

Filigrana costituita dalle lettere FP (Rilevata alle pagine 34, 42)

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Da che Tirsi mirai
2.1: (aria, si minore, 3/4)
Non so cosa sia
3.1: (recitativo, c)
Non vuole altro che Tirsi
4.1: (aria, la minore, 3/8)
No, non è amore quel che m’accende
5.1: (recitativo, c)
No, non è amore, ma certo
6.1: (aria, la minore, 3/8)
Non è Cupido quel che mi punge
7.1: (recitativo, c)
Quell'istesso desìo
8.1: (aria, si minore, c)
Per farsi intendere bastano gl'occhi

Trascrizione del testo poetico

Da che Tirsi mirai
Un occulto piacere,
Un insolito affanno,
Un nuovo ardor dentro il petto mi sento.
Parea che fosse gioia ed è tormento.

Non so cosa sia,
Un foco ho nel Cor
Che dà all’alma mia
Diletto, sospetto,
Speranza, timor.

Non vuole altro che Tirsi,
Per caro oggetto di pensier, la mente.
O vegli o dorma sempre,
Benché lontano sia m’appar presente.
Sol di Tirsi m’appago
E quel che non è Tirsi a me dà noia.
Non conosciuta gioia
Mi dà il nome di Tirsi.
Se ad altri che a Tirsi volgo il pensiero,
Un non so che mi sgrida
Dicendomi, tacendo: Infida!
Se di Tirsi favello
Trema la lingua e il cor palpita in seno.
Vorrei che Tirsi almeno
Compatisse il mio duolo in questa guisa.
Né so già come moro né so perché,
Sdegno non è che saria pien d’orgoglio
Amor esser non può ch’amar non voglio.

No, non è amore
Quel che m’accende
È lento foco
Ch’a poco a poco
Io credo poi di farsi amor pretende.

No, non è amor, ma certo
Movimento dell’alma
Che rappresenta agl’occhi
Tirsi, vago, magnanimo, costante,
Che vuol, benché non può, vedermi amante.

Non è Cupido
quel che mi punge
Ma dolce dardo
che vien da un guardo
Come d’amor pur anco al petto giunge.

Quell’istesso desìo,
Che fa pensarmi a Tirsi,
Vuole ch’io scopra ancora il genio mio.
Ma no ch’ei, se non è cieco né stolto,
Chiaro lo leggerà scritto al mio volto.

Per farsi intendere
bastano gl’occhi.
Se il labro tace
occhio vivace
Si fa comprendere
se amor lo tocchi.

Collocazione

Biblioteca
I-PLcon — Palermo, Biblioteca del Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Pisani
Segnatura
Arm. I Pis. 3/3

Immagini

Repertori bibliografici

Hanley 1963: 169, n.155
Rostirolla 1972: 411, n.140

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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