Ingratitudine. Del Sig.r Gioseppe Scalmani
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
E sarà vero o Filli
Che sì avara d’amor vendi tue gioie?
Quando ben sai ch’il seno
Con l’oro di sua fé le compra amante
E pur non è bastante
Un’usura sì grande
Di far godere al core
Su’l banco del mio sen frutti d’amore.
O povero core
Ch’a un idolo ingrato
Sagrasti la fé.
Io credo in amore
Maggior sventurato
Non v’habbia di te.
Or va che ti vale
D’haver tanti affanni
Sofferto fedel;
S’ingrata e sleale
È sempre a tuoi danni
Poi Filli crudel.
Filli e senza rossor soffrir tu puoi
Ch’al tribunal d’amor hoggi m’appelli
Ed ingrata t’accusi
Trattener più non posso
Le querele dell’alma
Mal gradita e negletta
Che grida contro te chiama vendetta.
Bellezze mie care
Usate pietà
Non siate sì avare
Né date ai martiri
Al duolo a’i sospiri
Mercé d’empietà.
Mio ben adorato
Non farmi penar
Non essere ingrato
Se fida e costante
Quest’anima amante
Ti fu nell’amar
Mio bene adorato
Non farmi penar.
Ogni fallo in amor Filli è scusato
Ma non merta perdono un ore ingrato.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore