Cantata 8 con VV.ni Scritte con falso inganno De D. Domenico Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Scritte con fals’inganno
Certe note dolenti
Di un menzognero cor lessi e mirai.
Lessi sì, traditor, né sospirai.
Figlie non son di pianto e di dolore,
Amor non le dettò né scrisse il core.
Scrivo, che penso ancora?
Penso che t’adorai,
Penso che falso sei,
E piango, nell’amarti, i falli miei.
Che vuol dir quel “tuo non sono”,
Che “tradisti” e che “perdono”?
M’ingannasti e lo sai tu.
Tua mi vuoi e mio non sei
Ah, spergiuro, ai pianti miei
Che soffrir posso di più?
Dimmi, lingua bugiarda,
Quai sospir, qual amante
Aggiungi al fiero stuol dei miei tormenti?
Senti, perfido, senti,
Qualor t’assale a danno di mia fé
Ombra sì rea, deh, pensa
(ahi, che il duolo m’affanna),
Pensa nascita, onor, e mi candanna.
Ma folle, e che ragiono?
Si sprezzi pur d’un traditor l’orgoglio;
L’onor non manca, e l’amor tuo non voglio.
Vorresti, sì vorresti
Dal labro mio sentir: “pace cor mio”.
Ma tutto rabbia e foco
Risponde il mio furor:
“Perfido mentitor, bugiardo e rio”.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore