Pastorello innamorato, che va in traccia alla sua ninfa. Cantata a solo con violini

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5193
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Pastorello innamorato che va in traccia alla sua ninfa

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Spagna
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 149r-159r
Presentazione
Partitura

Filigrana

Filigrana costituita dalle lettere AC cerchiate (rilevata dalle c. 149, 152, 153, 159)

Relazioni

Fa parte di

Note

Attribuzione a Scarlatti da Hanley (cfr. bibliografia).

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (introduzione strumentale, mi minore, c)
2.1: (recitativo, c)
S, Tirsi pastore amante
3.1: (aria, mi minore, c)
S, Praticello ch'il seno t'infiori
4.1: (recitativo, c)
S, Dimmi se quel bel piede
5.1: A tempo giusto (aria, re minore, 3/8)
S, Dov'è il mio bene
5.2: Ritor: (interludio strumentale, re minore, 3/8)
6.1: (recitativo, c)
S, Dimmi se la mia ninfa
7.1: (aria, mi minore, 12/8)
S, Aure e fiori e rivi e piante
8.1: (recitativo, c)
S, Ma già che l'aure e'l prato
9.1: (aria, mi minore, c/)
S, Con tuoi chiari e freschi umori

Trascrizione del testo poetico

Tirsi, pastore amante,
Poiché non ritrovò Licori amata
Dell’empia sorte ingrata
Scrisse il tenor su le vicine piante.
Indi co’ suoi sospir stancando i venti
Proruppe addolorato in questi accenti.

Praticello ch’il seno t’infiori
Quando April ti vezzeggia col riso,
Dimmi al men se la bella Licori
T’arrichì con il fior del suo viso.

Dimmi se quel bel piede
Premè tra molli erbette
Se con l’orme dilette
Nuovi germi odorosi al sen ti diede.
Deh, con bocca fiorita
Dimmi se in te s’asconde or la mia vita.

Dov’è il mio ben
Ditemi al meno
Aurette amiche
Che qui d’intorno
Scherzate ogn’or.
Su quali arene
Posa il bel seno
Se all’ombre apriche
Trapassa il giorno
Ridete al cor.

Dimmi se la mia ninfa
Hoggi s’aspesse il sen nell’onde chiare.
Onde superbo al mare
Poscia ne indirizzi i liquidi tuoi
Passi su quali tronchi
In quai sassi quindi si ricurò
Lungi dal sole, dimmi!
Ma taci e’l mio dolor si sprezza.
Ah! ch’ella infuse in té la sua fierezza.

Auri, e fiori, e rivi, e piante
Non vi chieggio più mercè.
Se non cerco l’idol mio
Basta haverlo entro del core
Dove il pose il cieco dio
E l’impresse la mia fé.

Ma già che l’aure e’l prato
Niegan risposta al grave mio martoro
Al ruscello vicine
Che fra sassi spezzato
Appar tutto d’argento
Voglio chieder pietà del mio tormento.

Con tuoi chiari e freschi umori
Refrigerio all’arso petto
Vago rio non mi negar.
Che per cambio d’erbe e fiori
Il tuo molle e verde letto
tutto lieto io voglio ornar.

Collocazione

Biblioteca
E-Mn — Madrid, Biblioteca Nacional (dalla scheda superiore)
Segnatura
M/2246/60

Immagini

Bibliografia

Hanley 1963: p. 489, nº 723

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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