Sonata Avanti La Cantata che Dice Qual ti riveggio. A’ Crudel

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4402
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,5str
Organico analitico
Soprano, 2 oboi, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1700 – 1710
Redazione
Roma : autografo, 1700-1710
Descrizione fisica
1 partitura (21 c.)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Note

HWV 78. Numerose cancellature e correzioni.

Descrizione analitica

1.1: Sonata (sinfonia, Re maggiore, c)
1.2: Adagio (sinfonia, 3/4)
1.3: Sonata (sinfonia, Re maggiore, c)
2.1: Adagio (aria, mi minore, c)
Ah, crudel, nel pianto mio
3.1: (recitativo, c)
Non sdegnarai d'amar, chi t'ama tanto
4.1: (aria, do minore, c)
Di quel bel, ch'il ciel ti diede
5.1: accompang. [!] (recitativo, c)
Balena il cielo e il turbine, che passa
6.1: (aria, Sol maggiore, 3/8)
Per trofei di mia costanza

Trascrizione del testo poetico

Ah, crudel, nel pianto mio,
Che di fè limpido rio
Specchia un dì tuoi vaghi rai;
Nel mirar tante mie doglie
Cangiarai forse allor voglie
Ed amar non sdegnarai.

Non sdegnarai d’amar, chi t’ama tanto,
Et ama tanto, perché Amor risiede
Nel tuo volto, ove pose il mio destino.
Destino, per cui soffro
Mille sospiri e pene;
Ma pene, ma sospiri,
Che si fan gloria del costante core,
Scopo alla tua beltà, segno al rigore.

Di quel bel, ch’il ciel ti diede,
Non men vaga è la mia fede,
Che più forte ogn’or diviene.
Tu m’impiaghi, io fido t’amo
E del tuo rigor io chiamo
Pregio eguale la mia spene.

Balena il cielo e il turbine, che passa
Sovra il gravido solco,
L’amor tenera meste e scuote e atterra [?].
Ma poi sereno e vago
Squarcia le nubi il sole
E torna il giorno tutto di raggi adorno,
Onde il mesto custode
Grazie rende alle stelle e lieto mira
Il campo verde e salvo il gregge amato.
Così del tuo spietato
Genio, che mi tormenta,
Vedrò cangiar il minaccioso aspetto;
E all’or doppio diletto
Avrò dal vinto tuo fiero rigore
E dal mio tanto mal gradito amore.

Per trofei di mia costanza
Mi fa cenno la speranza,
Ch’io rimiri i tuoi rigori.
E mi dice:
Soffri, o cor, che poi felice
Saran gioiei [?] tuoi dolori.

[testo cancellato:
Di quel bel, che il ciel ti diede,
Non men vaga è la mia fede,
Che più forte ogn’or diviene.]

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp)
Segnatura
Sant.Hs.1897

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate