[E pensi ancor, ingrata]
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
E pensi ancor, ingrata,
A chi tutto è di gelo al tuo bel foco?
E prendi, infida, a gioco
Questi di fido cor caldi sospiri?
Così de miei martiri
Vilipendi le pene, empia inumana,
Ah, non render si vana
La fiamma del mio seno
E pria, che venga meno,
Ò renditi a me fida
Ò fa, che almeno il tuo rigor m’uccida.
Amami bella, sì,
Donati tutta a me,
Se vuoi, ch’io t’ami.
Ò non pensar così,
A chi più tuo non è,
Ò non giurarmi fè,
Se non mi brami.
Pensa una volta sola
All’amor mio sincero, alla mia fede?
Pensa, ch’ogn’altro eccede
Quella, che chiudo in seno accesa face.
E poi se pur ti piace
Tradir, chi tanto t’ama,
Pensa con fida brama,
Pria che morte mi doni,
Chi è colui, che sospiri e chi abbandoni.
Seguir, chi t’ingannò, sprezzar, chi t’ama,
Dimmi, chi t’insegnò, caro mio bene?
Ah, non tradir così, chi sua ti brama,
Se promettesti un dì pace alle pene.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore