Cantata a voce sola del sig.r Cavaliere Alessandro Scarlatti N°3
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Cinta dai più bei fiori
La stagion del diletto a noi sen ride
E Febo luminoso al suol richiede
Col più ridente raggio
Gli applausi lieti al rinascente maggio.
Scherzan l’aure innamorate
Nel bel sen di vaghi fiori
E il ruscel coi dolci umori
Nell’erbette i baci imprime.
Son d’amor tutte infiammate
Onde e belve augelli e piante
L’idol mio reso incostante
Sol di duol quest’alma opprime.
Vola dal faggio all’orno
Ove sol far soggiorno
Quel canoro augeletto e col suo canto
Spiega all’amato bene
Il suo ardor le sue pene il suo desio
Ed ei risponde all’or t’amo: ancor io.
All’idol mio
Coi sguardi ardenti
Scopro i tormenti
Chiedo pietà.
Ma quella accesa
D’un altro amore
Pone in oblio
Di questo core
La fedeltà.
Già dal suolo sbandito
E dall’orrido verno ogni rigore
Tutto il mondo d’amore arde e sfavilla
Solo per me tranquilla
Non ride la stagion dei dolci amori
Arde la bella Clori
D’amor sente il desio
Ma ingrata ed infedele all’amor mio.
Ingrata e con qual core
Tu puoi negar mercè
A chi ti serba fé crudel crudele.
Torna all’antico amore
E se non tornerai
Per questo cor vedrai.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore