Musica del s.r Antoniuccio del Violino
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Aure placide e chete
Beate spettatrici innocenti
De miei fieri tormenti
Deh, per pietade almeno
Fida scorta ne siate
In aditarmi ove il mio ben soggiorna
Se bramate che io vivi e ch’io respiri
O ch’errando col piè peni e deliri.
Bendato arciero
Chi mai ti diede
Tanta forza
E tanto ardor
Se m’hai piagato
Il petto e il cor?
Perché mi struggi
Ingrato amor
E mi fai preda
Del tuo dolor?
Perché mi struggi
Ingrato amor
E mi fai preda
Del tuo furor?
Deh, vieni o caro e con un sguardo solo
Porgi a quest’alma aita
Che per serbarti fe’ sol resta in vita.
A dispetto della sorte
Et ad onta della morte
L’alma mia non cederà.
Scocchi strali il Cieco Dio
Faccia piaghe al petto mio
Il mio cor non temerà.
Dunque che far degg’io
Se i Cieli e i numi istessi
Negan pace e ristoro ai sensi oppressi.
Tradirti o bello
Non vuol il cor
Lasciarti o caro
Mi niega amor.
Ma per mercede
Alla mia fede
Pietà ricerco
E non rigor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore