Scheda n. 306

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1685

Titolo

La Parca, cantata morale / Cataldo Amodei

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Amodei, Cataldo (1650-1695)

Pubblicazione

[Napoli : per Novello de Bonis Stampator Arcivescovale, 1685]

Descrizione fisica

P. 158-168

Filigrana

Non rilevata

Titolo uniforme

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Bianco il pel, toso il crin, bieco lo sguardo
2.1: (arioso, la minore, 3/4)
Spruzza sugl’occhi miei bave di pianto
3.1: (recitativo, c)
All’incallito fianco
4.1: (aria, la minore, 3/4)
Deh mira o mortale
5.1: Largo(recitativo, c)
Sul trono d’un monarca
6.1: (arioso, mi minore, 3/4)
Zappe, penne, cimier, scettri regali
7.1: (aria, mi minore, 6/8)
Spensierato và, fidati và
8.1: (recitativo, c)
Se di tua vita al rigoroso stame
9.1: (aria, la minore, 3/4)
Ch’ogn’uomo è mortale
10.1: (recitativo, c)
Di questa verità chi non si pasce?
11.1: (arioso, la minore, 6/8)
Corre incontro alla morte ogn’un che nasce
12.1: Largo(aria, la minore, c)
More il misero il grande more

Trascrizione del testo poetico

Bianco il pel, toso il crin, bieco lo sguardo,
Donna, ch’età senile
Spiega in fronte rugosa,
Con voce imperiosa,
Mentre risveglia il mio pensiero al canto,
Spruzza sugl’occhi miei bave di pianto.

All’incallito fianco,
Salda conocchia appoggia,
Il braccio non mai stanco
Torce un gran fuso e fila,
Con la scarnata man corda funesta.
Non è larva sognata, Atropo è questa.

Deh mira, o mortale,
La parca che fila
Tuo stame vitale.
Rifletti a qual uso
Ritorte le fila
Ravvolge ad un fuso.
Piangi, misero te, s’hai lumi in fronte:
Le forbici affilate Atropo ha pronte.

Sul trono d’un monarca
Siede a filar la parca,
Né teme di troncar quel fil robusto:
Fila i stami fatali
Tanto del vil plebeo, quanto d’Augusto;
E mena a tagli eguali
Zappe, penne, cimier, scettri regali.

Spensierato và, fidati và
Nel bel fiore di tua gioventù
Che ad un colpo reciso cadrà.
Spensierato và, fidati và.

Se di tua vita al rigoroso stame
Lino a filar non manca
Con mano ardita e franca,
Ad onta dell’età che brilla e ride,
La parca inesorabile il recide.
E qual’è quell’età,
O sia acerba o matura
Che da taglio sì fier vive sicura?

Ch’ogn’uomo è mortale
Egl’è più che certo
Il punto fatale
È quello che è incerto.

Di questa verità chi non si pasce?
Corre incontro alla morte ogn’un che nasce.

More il misero, il grande more,
More il debole, more il forte;
E se la vita è un fiore,
Frutto di questo fiore è alfin la morte.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
collocazione 35.1.22.12

Scheda a cura di Giulia Giovani
Ultima modifica: