Cantata 26

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
268
Forma musicale
cantata

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 36-37

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Testo messo in musica da Giovanni Bononcini

Trascrizione del testo poetico

Peno e l’alma fedele
Costante nel penar soffre gl’affanni,
Non sparge mai querele
Non li chiama tiranni
E con invitta pace
Nel martiro che prova
La crudel che l’offende adora e tace.
Tace e pur quelle pene
Che m’oltraggiano il core
Sono pene d’amore
Ma perché troppo vaga
È la beltà che mi tormenta tanto
Stimo gioco il dolor, diletto il pianto.

Siete barbare e siete pur belle
Care luci ch’ognor m’affligete
Vostri raggi son raggi di stelle
Ma gl’influssi di fiere comete.

Non è sventura è sorte
Veder che la mia vita
Vibri contro di me l’armi di morte;
Chi sa che almen pentita
Poiché sofferto avrò l’ultimo fato
Dal suo ciglio adorato,
Che sempre mi ferì
Non sciolga il pianto e dica poi così:
A chi penò per me mai non arrisi:
Povero Tirsi è morto: ed io l’uccisi.

Se al morir fosse concesso
Di placar la crudeltà
Io vorrei morire adesso
Per poter trovar pietà.

Ma nel mio petto io sento
Una speme che dice
Che prima di morir sarò contento:
Ah che ben spesso vedo
Che questa suol mentire e pur la credo.

Mia speranza lusinghiera
La mia fe’ non ingannar
Quando tu sei menzognera
È tormento lo sperar.

Collocazione

Biblioteca
I-Fl — Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (dalla scheda superiore)
Fondo
Ashburnham
Segnatura
Ms 729/26

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Stampiglia, Silvio autore del testo per musica

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