Del Sig.r Carlo Fran:co Pollaroli.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Son amante, ma senza conforto,
Perché mi vuol morto
La bella, ch’adoro.
Quindi afflitto mi lagno e mi struggo
E pur mai non fuggo,
Ma servo e mi moro.
Sfoghi pur la mia Filli il genio averso,
Ch’io con moto dal cor non mai diverso
Voglio seguir quella bellezza austera,
Fiume al mar, linea al centro e foco a sfera.
Quanto più sarà crudele,
Tanto più l’adorerò.
Quel suo rigido disprezzo
Forse un dì cangiato in vezzo,
S’oggi è pena al cor fedele,
Sarà premio à chi penò.
Vuò provar, s’è più forte
L’intrepida mia fè del suo rigore.
Fortunato mio core,
Se per cagion sì bella avrai la morte!
Mà creder non poss’io,
Che voglia la mia vita il morir mio.
Incerto vacilli
Tra speme e timore,
Ò povero core,
Ne sai, che sarà.
Quegl’occhi di Filli
T’aventan gli strali,
Ma forse mortali
Vibrar non gli sà.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore