Peccator pentito
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il tit. si ricava dall’incipit testuale della cantata a p. 35; il nome dell’A. si ricava dal front. dell’intera edizione; l’aria Più contento il cor non senti è composta di due strofe (2.1; 2.2.); alcune sezioni della cantata sono contraddistinte dalle denominazioni Aria e Recitativo
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che fai? Che fai mio core?
Mentre tardo ten corri
A chieder de tuoi falli humil perdono;
E queste, e queste sono
Ricompense gradite al tuo Signore;
L’uccidesti tu solo,
Fosti tu la cagion del suo gran duolo,
E pur lieto ten stai?
Nepur spargi un sospiro?
E non ti stilli in pianto
Venite pur venite a tormentarmi
Flagelli più severi atroci pene
Che tradito ho il mio bene.
Più contento il cor non senti
Se fra pene è la mia vita
Se il mio Dio sta fra tormenti
Vuò sprezzar pace gradita.
Già che spira il gran Tonante
Lagrimate pur miei rai,
Sian dell’anima penante
care gioie accerbi guai.
Svanite pensieri
Partite o speranze.
Ma sol nel mio Signor prendi conforto,
Che troverai nelle sue braccia il porto.
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