La Virtù Lacerata
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il tit. si ricava dall’incipit testuale della cantata a p. 46; il nome dell’A. si ricava dal front. dell’intera edizione; alcune sezioni della cantata sono contraddistinte dalle denominazioni Aria e Recitativo
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Del Sol non anche in cielo
I focosi destrieri
Ver l’Oriente havean drizzato il corso,
E là per quei sentieri
Non indorava ancora
Al rinascente giorno i rai l’Aurora,
Quando d’un faggio all’ombra,
Tutta duol, tutta pene, e tutta pianto
Affannata donzella,
Così sfogava il suo martir col canto.
Pietade o Dio pietà,
La povera virtù,
Lacerata così sempre sarà?
Pietade o Dio pietà.
Misera e che mi giova
Nascer grande, esser vaga e viver bella,
Se intenta a tormentarmi,
Cerca di lacerarmi
Col destin congiurata invida sorte?
Pietade o Dio pietà,
La povera virtù,
Lacerata così sempre sarà,
Pietade o Dio pietà.
Io che seco li sono
Adorata Regnante
Premei col piede il più superbo Trono
Homai raminga errante
Disprezzata tradita
Entro romite selve
In compagnia di belve
Condurrò gli anni e guidarò la vita?
Pietade o Dio pietà,
La povera virtù,
Lacerata così sempre sarà,
Pietade o Dio pietà.
Se pietosi o Numi siete
Deh temprate il mio dolore
Troppo troppo ah contendete
Con chi omai penando more.
S’a caratteri di stelle,
Scritti furo i fasti miei
Deh perché vorrete oh Dei
Che mi sian queste rubelle.
Dhe fermatevi homai
Del torbido mio core aspre procelle,
Che se l’alma dal sen non mi togliete,
Oltraggiarmi di più voi non potete.
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