Del Sig.r Carlo Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
A Silvio Nisa è destinata in sorte.
Nisa, da tanti e tanti
Già sospirata amanti,
Nisa, senza di cui Pastor non vide
Tornare il sol fra queste piagge, Nisa,
Che de begl’occhi co’ la dolce pena
Ogn’alma più crudel trasse in catena,
Or và, servi, destina
Lacci al cor, duolo à l’alma e pianti al ciglio.
Lascia i campi, gl’armenti,
I boschi e segui d’amor l’infide scorte.
A Silvio Nisa è destinata in sorte.
Per amor Nume sì noto
Mi giurò d’esser fedele
E il mio cor credé a quel voto
Su la fé d’un infedele.
Tardi poi disse ad amore
Nel vedermi mal gradito:
Chi non ama, non ha core,
Chi si fida, è poi tradito.
Selve, voi che sovente
Udiste il suon delle mie pene, in voi
Appendo questo voto e lo consacro
Di libertade al tempio.
Cosi a gl’incauti amanti
Ciò, che pena in me fu, serva d’esempio.
Sciolto e libero voglio vivere
Col tesoro di libertà.
Con inganno
Più non potranno
Leggi prescrivere
A questo core
Crudo amore,
Tiranna beltà.
Fiamme di giusto sdegno,
Questi già cari lacci a voi consegno!
Pria che tornino al core, in me discenda
Freddo gelo di morte!
A Silvio Nisa è destinata in sorte.
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore