La Fortuna arruota i cortelli poesia del Sig. D. Dario Sangiovanni;
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Mortali olà venite.
Eccovi che la sorte,
Su la rota volubile incostante
Ferri affila d’ogni sorte,
Chi ha spade rotte,
Chi ha brandi ottusi,
Chi ha l’armi irruginite?
Mortali olà venite.
Chi ha strali pugnali
Quadrelli coltelli
Che siano spuntati
Su presto venite
Che da me vi saran ben arrotati.
Forano, tagliono,
Smagliono, rompono,
Non resiste tempra alcuna
A quel ferro che s’arrota
Su la rota di fortuna.
Se per Dafne trasformata
Fu ferito il biondo Dio
A Cupido l’orbe mio
Affilò la punta aurata
Se ferì colpo fatale
Nelle piante Achille il forte
Opra sol fu de la sorte
Ch’arrotò l’audace strale.
Quanti guerrieri oh quanti
Portan solo affilato
Dalla fortuna il Brando
E poscia allor quando
Fan colpo d’honore
Con brutto modo ingrato
Ringraziano il valore
Di questa rota intanto
Altri stupori udite.
D’aguzzar io mi dò vanto
Un ingegno di Margite
Assai meglio che non fà
La più dura necessità.
Quanti sono i literati
C’han per me le menti acute
E se poscia son premiati
Danno lode alla virtute.
Effetto è di quest’arte
S’opre fan di stupor Pallade e Marte.
Sì sì dunque venite
Poiché questo mio legno
Acuti vi può far d’armi e d’ingegno.
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