Per l’Em.mo e Rev.mo Cardinal Ottoboni. Cantata à Voce sola D. Domenico Sarro
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Manoscritto proveniente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. Sigla del copista alla fine della cantata: "FCs" = "Filippo Cafaro scrive". Il copista Cafaro lavorava al Conservatorio della Pietà dei Turchini; v. GB-Mp, Ms.Q544 Bk51(10).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Mentre solingo e trà pensieri sepolto,
Di vagante ruscel dietro alle sponde
Girando mi condusse Amor rubelle,
Mirai la mia crudele,
Che al dolce mormorio di placid’onde
Chiuse le vaghe luci in grembo à fiori
Esposto il caro volto
Ad un aura gentil, à ciel sereno
Vagha pompa facea del bianco seno.
Al candor d’un petto ignudo,
Che di neve il ciel formò;
Amor prestami lo scudo
O resister non si può.
Così diss’io, poi sciolto
Alla fine al timor audace il freno,
S’ul adorato volto
Succhiai con un sol bacio
Per languir, per morir dolce veleno.
E ciò, ch’amor nascose
Negl’occhi addormentati,
Su le labra di rubin per me ripose.
Destinasti, arcier spietato,
À tormenti questo cor;
Se d’un ciglio addormentato
Formi un arco feritor.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore